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HO
IMPARATO CHE NON C'ENTRO |
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Ed ecco le canzoni del defunto.
Dopo la Mappa Finale ho sancito una mia certa morte.
La morte mi ha reso più consapevole ma anche
più pesante. Le canzoni di questo album pesano
come mattoni. Sono tediose, monotone, spente, chiuse,
fallimentari.
E non c'entrano mai un obiettivo.
Sono la logica conseguenza di un anno terribile,
e ne sono anche il patetico bilancio. |
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CANZONI:
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HO IMPARATO CHE NON C'ENTRO ›
LE METAFORE INTELLIGENTI ›
CHI PARLA ›
OCCHIO SECCO ›
LA SIMPATIA DELLA GENTE ›
STRATEGIA TEMPOREGGIATRICE ›
UN ANNO TERRIBILE
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Ho
imparato che non c'entro
Ho imparato
Che in ogni caso comunque in ogni caso
Io non c'entro
A che serve entrare se subito devi uscire
E' come non entrare
Anzi è peggio che non entrare
Ho imparato
Che in ogni caso comunque in ogni caso
Io non c'entro
Ovunque sono disperso
Fugace e parziale
Non è uno scherzo
E non c'è rimedio attuale
Perché la mia mancanza
Rende vano ogni entrare
Ho imparato
Che in ogni caso comunque in ogni caso
Io non c'entro Le
metafore intelligenti
Le metafore intelligenti
Per lei erano l'essenziale
Le metafore intelligenti
Quelle grasse ma dall'aria intrigante
Ciò che insomma non è essenziale
Per lei era essenziale
Eran comunque d'indubbio talento
Indubbio talento talento sospetto
Le metafore intelligenti
Proprio per questo io le detesto
Le metafore intelligenti
Purtroppo voglion dire troppo
Sarebbe facile altrimenti
Non cadere nel loro intoppo
Perché ti fregano con l'aria intrigante
Le luride metafore intelligenti
Sono tempi davvero atroci
Disumani e incapaci
La corruzione dilaga ovunque
Non si riesce più a respirare
I pochi esseri umani rimasti
Si sentono una razza in estinzione
Ho un sogno solo un sogno
Un rogo di metafore intelligenti
Sarei spietato il loro nazista
Un olocausto di metafore intelligenti
Chi parla
Bisogna per forza parlare
Come donna hai bisogno di parlare
Ma dico
Impara a non parlare
Così impari pure a non fregare
Chi parla è vincente
E' demagogicamente presente
Sa come sporcarti la mano
Chi parla non è un essere umano
Tutti parlano tutti sono artisti
Chi parla puzza tutto
Chi parla è un rutto
Chi parla è vincente
E' demagogicamente presente
Sa come sporcarti la mano
Chi parla non è un essere umano
Sentivo che premeva come un urlo
Una voglia irresistibile di tacere
Occhio secco
Ho solo l'occhio secco
E' un problema di lacrimazione
Ho l'occhio secco
Perché m'innamoro di certa gente?
Perché inizialmente mi trattano bene
Sono gentili mi danno i loro occhi
Poi avviene il contagio
Non ho neanche voglia di guarire
Mi tengo l'occhio secco La
simpatia della gente
Esci di più esci di più e allora puoi
capire meglio
Esci di più esci di più e allora puoi
capire meglio
Ma non basta la simpatia della gente
Strategia temporeggiatrice
Strategia temporeggiatrice
Non galleggio
Sprofondo in superficie
Voglio dormire
Voglio dormire
Voglio pensare
Senza dover dare l'esame
Il professore anarchico mi dice
Si può vivere felici
Bastano pochi sacrifici
Ma io sono una scatola di briciole
(Strategia temporeggiatrice)
(Strategia temporeggiatrice)
Odio la gente là fuori
Non notatemi
Non guardatemi
Io rimango solo in quest'angolo
Il muro mi trasfigura
Il professore anarchico mi dice
Compra il pane in panificio
Non è un grosso sacrificio
Ma io sono una scatola di briciole
Strategia temporeggiatrice
Strategia temporeggiatrice
Scatola di briciole Un
anno terribile
Per me e per i miei vicini
E' stato un anno terribile
Tutti i miei castelli di vita
Si sono distrutti sono crollati
Colpendo anche i vicini innocenti
Quindi ho pure i sensi di colpa
Sono un essere umano
Non un nazista umanitario
Ma dopo questo anno terribile
Ho la morte dentro
Solo in questo anno terribile
Sono morti tutti i miei vicini
Sono morte le illusioni migliori
Sono morti gli unici amori
Un anno terribile
In assenza di appoggi vivi
E' emerso anche l'esterno
L'esterno totalitario
Un anno terribile |
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