Il Dopoperiodo
5 dicembre 2002
Dino Fumaretto non è più quello di una volta. Ma lo dico solo io. Quando lo direte anche voi sarà troppo tardi, e non vi rimpiangerò. Ora ho dimenticato i rimpianti, ma ho molti problemi, che osservo però distrattamente, e sono molto fermo mentre mi mostro a guardare, ma non per questo tranquillo, no, anzi.
Dopo tutti questi periodi mi ritrovo dispersivo, dico cose disordinate inconcludentemente, ho perso l’ordine.
Eppure c’è quiete. La quiete del DopoPeriodo.
Sono in ansia. Eppure non sento nell’aria pericoli di drammi interpersonali. Ripeto, c’è quiete.
8 dicembre 2002
Però, perché tanti problemi? Per diventare attori dovete salire sul palco e firmare la vostra adesione. Vi invitiamo a recitare nel nostro spettacolo. Se lo spettacolo poi disgraziatamente non si farà, ci saranno sempre le vostre firme. Se non ci saranno le firme, rimarranno comunque gli inviti. Sempre qualcosa rimane. E spesso è l’essenziale. Già, ma se non ci saranno nemmeno gli inviti? Rimarrà il rimpianto essenziale.
Impegnamoci. Facciamo i lavori giusti. Invitami. Ma voglio ridere.10 dicembre 2002
Che bello se dopo il Periodo fosse nato il SuperPeriodo.
Invece dopo il Periodo c’è solo il DopoPeriodo.
13 dicembre 2002
Stai quieto, Dino. Mi guardo e mi riguardo. Ho ben due periodi depressivi alle spalle. Sognavo. Ero con i piedi per terra e mio padre sul tetto. In cielo una scena terribile: corpi trafitti. Ma mio padre vedeva solo le nuvole. “Papà non vedi quei corpi di dolore?” Lui mi rispose “Supera le tue problematiche infraumane, figliuolo”.
Studiamoci bene i simboli, affidiamo tutto ai simboli, l’uomo c’è sempre dentro ai simboli, in modo però da non rompere troppo le scatole. Così possiamo mettere Bacon nel cassetto e guardare le nuvole.
Stai quieto.
14 dicembre 2002
Capire il DopoPeriodo. La sua quiete ostentata comincia ad irritarmi, quasi quanto lo spaventapasseri paffuto. Forse sarebbe meglio se accettassi quieto la sua quiete invece di perdermi nella ricerca della comprensione. Ho un potente singhiozzo dopo il Periodo. DopoPeriodo, per favore, dimmi qualcosa d’altro… sei ricchissimo, e mi hai donato cose molto belle. Ma vorrei che mi abbracciassi. Tu lo sai bene, poiché sei anche intelligente, che la ricchezza non è tutto.
Forse non sono portato per la quiete. M’inquieta. Però oramai ci sono immerso, e tutto è nelle mani del DopoPeriodo.
17 dicembre 2002
Però no, non devo lasciarmi andare ad un sentimento di accettazione nei confronti del DopoPeriodo. Soprattutto non è da me. Criticare sempre, misurando l’atteggiamento a seconda del contesto. In genere ho avuto un atteggiamento critico relativamente aggressivo, ora sarebbe pertinente avere un atteggiamento critico quieto. Ma sento ancora gente in treno parlare di proiezioni ortogonali. Come misurare il tutto? Riemergono problemi analoghi a quelli del Periodo della Giusta Distanza, ma non sono esattamente gli stessi, perché è cambiato il clima, e soprattutto non c’è più il Periodo.
Il Dopo… comprende tutto il prima, ma arriva dopo. Ecco in che cosa è diverso dal prima. Riflettete anche voi su questa considerazione di apparente ovvietà.
19 dicembre 2002
Analisi del DopoPeriodo.
Porsi le seguenti domande e rispondersi:
1-Il DopoPeriodo è sostanzialmente quiete?
Risposta: Si.
2-Questa quiete ti soddisfa?
R: No.
3-Perché no?
R: Perché non riesco a capire l’atteggiamento del DopoPeriodo verso di me.
4-Che tipo di atteggiamento vorresti che avesse il DopoPeriodo?
R: Vorrei che mi abbracciasse.
5-Cosa pensi di fare?
R: Convocherò la mia amica immaginaria.
6-Chi è la tua amica immaginaria?
R: E’ una scrittrice crudele con la quale potrei creare un Dopo diverso, perché questo non mi piace.
7-Dunque hai risolto?
R: Si. Al diavolo il DopoPeriodo, e avanti il futuro, crudele Dopo.
Un altro Dopo è possibile.

