Il Periodo della Giusta Distanza
7 settembre 2002
VEDERSI VIVERE
Non avrei mai dovuto sezionare i pianeti
Con tanta incosciente vicinanza
Ho una foto sugli occhi e non vedo niente
Son lo specchio acritico del mondo deprimente
Voglio c l o n a r m i !
per conoscermi meglio
Voglio c l o n a r m i !
per vedermi alla giusta distanza
Mi hai spogliato di tutto e mi hai lasciato solo
Ero troppo vicino e l’ho pagata cara
Tutt’ora non vedo al di là del vetro
La visione di me è viziata dall’io
Voglio c l o n a r m i !
per conoscermi meglio
Voglio c l o n a r m i !
per vedermi alla giusta distanza
10 settembre 2002
Chi mi osserva dal microscopio lo fa solo per sentirsi più grande. Da tempo, lo dico senza autocommiserazione, subisco l’emarginazione e il linciaggio “silenzioso” dei cloni inconsapevoli. Vivo costantemente la condizione dell’esiliato, e non c’è peggior esilio di quello in casa propria.
Mi sforzo di vedere fuori da me.
19 settembre 2002
Vedersi bruciare.
Con Elio Billo e Ginevra Bianca sono il protagonista di una sgangherata animazione di Marianna: noi tre incontriamo i fratelli Marx (Groucho, Chico, e Harpo) nel bar Lasagna, detto Laso, il bar dei matti di Mantova. Il filmato confuta uno spirito nichilista e incendiario.
Ho detto “incendiario”. Da subito si avverte questo senso spregiudicato del pericolo, con Ginevra Bianca che spegne la sigaretta sulla mano di Harpo. E’ il passaggio del testimone. Sarà Harpo, infatti, a causare l’incendio finale. Tutti vengono bruciati dal fuoco, ma senza veri drammi: Elio Billo agita solo un poco le braccia, Groucho Marx si accende il sigaro, Ginevra Bianca non muove muscolo e si abbandona alle fiamme come Giovanna D’Arco, Harpo si limita a fare le smorfie che farebbe comunque, io me ne sto seduto sulla sedia. Si muove solo Chico, ma per bere il mio bicchiere di vino. Nessuno è interessato a far qualcosa per fermare il fuoco. Tutti si lasciano distruggere, non per fatalismo, ma per anarchica curiosità. Per vedersi bruciare.

