Il Periodo Regressivo

2 novembre 2002
Archiviazione del S. P. D.
Inizio del periodo regressivo.
Ho archiviato, ho archiviato anche il Secondo Periodo Depressivo.
Inizia il Periodo Regressivo, che consiste nella narrazione di storielle infantili e regressive. Ecco la prima:

IL BAMBINO E I PENSIERI
C’era una volta un bambino di nome Cirino, che aveva troppi pensieri sulla testa.
Un giorno stava pensando con preoccupazione… Era in montagna e raccoglieva fiori per sua madre. D’un tratto venne fuori un mostro tutto nero. Cirino finì di pensare, corse dal papà, e gli disse: “Papà, se andiamo in montagna verrà fuori un mostro tutto nero!”.
Il papà gli spiegò che non esistono quelle robe lì.
Da allora Cirino imparò a non pensare.

IL FOLLETTO E IL FUNGO
Una volta c’era un folletto, folletto per modo di dire perché era un uomo, solo un po’ più piccolo degli altri (e anche perché era l’unico così).
Un giorno andò nel bosco e, cammina cammina, senza volere diede un calcio ad un fungo. Il fungo disse:
“Ahi!”
“Chi ha parlato?”, disse il folletto.
“Ma io, il fungo, chi vuoi che parli?”
Il folletto era sbalordito, ma poi disse:
“Tu parli? Ma non è possibile, però se hai parlato vuol dire che è possibile. Ascolta, tu mangi?”
“Io sì”, rispose il fungo.
“Cosa ti piace?”
“A me piace tutto”.
Così vissero felici e contenti.

SUNGO IL VANITOSO E IL CANE
Sungo era un uomo vanitoso.
Un giorno, mentre si guardava nello specchio, incontrò un cane che sapeva tutto di lui.
Il cane gli disse: “Se tu continui a vantarti così, quando morrai non salirai in cielo ma all’inferno”.
Sungo fece finta di niente. Dopo un po’ disse: “E’ impossibile, come posso salire all’inferno, sono troppo bello”.
“Ti ho avvertito”, disse il cane, “Se non mi ascolterai, all’inferno salirai”.
Detto questo, il cane se ne andò.
Sungo non fece quello che il cane aveva detto, fece il contrario.
E così quando morì salì all’inferno.

IL MAGRO E IL GRASSO
“Che magro che sei, Giuditto” disse Antonio, che era grasso come Obelix, quello dei fumetti.
“Ma guardati te, Antonio, che sei grasso come Obelix, quello dei fumetti” rispose Giuditto.
Antonio si offese molto, allora Giuditto disse: “Scusa se ti ho offeso, Antonio. Ascolta: che ne dici di andare in pizzeria per fare pace?”
Antonio certo che disse di si.
Così Antonio e Giuditto non litigarono più.

GAGLIUSO E L’ESTRANEO
Gagliuso era un ragazzo.
Mentre passeggiava, vide un uomo con i capelli rossi che non aveva mai visto.
L’uomo, che era cattivo, prese Gagliuso e lo spinse via. Gagliuso reagì, diede un calcio all’indietro nella pancia dell’estraneo, che cadde per terra. Gagliuso scappò via.
Da allora, quando vede un estraneo, Gagliuso scappa subito lontano da lui, così non corre più rischi.

IL FUSTO GASATO E IL LEONE
In Africa c’era un uomo molto gasato, e diceva di essere più forte di tutti.
Un giorno vide un leone e il leone vide lui. Il fusto gli disse:
“Ma cosa vuoi fare, leoncino del malaugurio, io ti batto subito!”
“Ah si?” rispose il leone “Allora fammi vedere cosa sai fare!”
Il fusto non fece in tempo a muoversi che il leone l’aveva già sbranato.
Quindi, voi lettori, non dovete fare come il fusto, ma fare il contrario.

IL VECCHIO SPINO
Tanto tempo fa, in un villaggio, la vita era impossibile e pericolosa: nessuno poteva uscire di casa per andare a lavorare per colpa di un gigante vecchio, che però era fortissimo e crudele, era contornato di spine per tutto il corpo, molto appuntite, le aveva persino nella barba e nei capelli. Costui non lasciava passare nessuno. Gli uomini quando avevano fame dovevano stare attenti a non farsi vedere, mentre prendevano i frutti, e non sempre riuscivano a scappare, ma finivano spesso nelle mani del Vecchio Spino (così si chiamava), che li infilzava e li uccideva con le sue spine attaccate al corpo.
Era una vita terribile, nessuno poteva vedere la luce del sole più di cinque minuti, e pian piano, anzi, velocemente sparirono gli abitanti e la popolazione diminuiva sempre.
Un giorno un nano ebbe un’idea. Questo nano si chiamava Torriano; la sua idea consisteva nello scoprire qual era il punto debole del gigante. Torriano aveva scoperto come scoprirlo: il nano era un mago e, dopo tanti e tantissimi esperimenti, era riuscito a fare una pozione che faceva dire, a quello che la beveva, la verità di tutto quello che gli veniva domandato. L’avrebbe fatta bere al Vecchio Spino e si sarebbe fatto rivelare il punto debole. Perciò Torriano salì sul tetto e vide che gli veniva incontro il Vecchio Spino, allora prese il bicchiere, dove c’era dentro la pozione, aspettò che il gigante gli fosse vicino, e gli gettò il bicchiere sulla bocca, e il Vecchio Spino non poté fare a meno di berlo. Così Torriano gli domandò:
“Qual è il tuo punto debole?”
“Niente” rispose il gigante.
Torriano, deluso, rientrò in casa.
Pensò e ripensò: poteva darsi che la parola “niente” fosse il punto debole. Quindi uscì di nuovo dalla sua casa e urlò al gigante:
“Niente! Niente! Niente!”
Quel colosso vivente urlò:
“No! No! No!”
E alla fine, mentre il nano continuava a pronunciare la parola, il gigante cadde a terra, morto.

18 novembre 2002
Periodo Regressivo. Motivazioni.
Regressione nel senso di leggerezza, in reazione alla pesantezza che mi circonda.
Ai politici dello straproblema, ai mattoni umani io dico: fate come Giuditto e Antonio, risolvete i vostri problemoni mangiando una pizza; fate amicizia come il folletto e il fungo, così, semplicemente, senza menate parafreudiane, e smettetela di vomitare Joyce e Antonioni.
Imparate a non pensare come Cirino.
La vostra sostanza si abbatte con il niente.