Il Periodo Depressivo

Lunedì 27 maggio 2002

E’ iniziato il mio periodo depressivo.
Quando arriva, la depressione è accompagnata dai fantasmi; i fantasmi ci sono sempre, certo, ma questi puzzano, puzzano e mi consumano. Puzzano di ricordi retorici e puzzano di me. Troppo di me. Non so proprio se uscirò da questa depressione. Ma si dice sempre così quando si é in depressione. Non vedo aiuti. Non mi aiuta la mia città, non mi aiuta Callimaco, non mi aiuta il gatto, non mi aiuta il poeta della biblioteca, non mi aiuta chi mi aiuta. E l’anno è ancora lungo. Chiunque conosca medicine (non da ingerire e neanche da inalare) contro la depressione, contro questi fantasmi puzzolenti, mi scriva.

Martedì 28 maggio 2002
Oggi mi sono seduto al pianoforte, depresso, e ho scritto una canzone molto triste. La musica è davvero struggente, ma non potete sentirla, per cui pongo alla vostra attenzione soltanto il testo.
Eccolo:

L’INCOMPRESO

Io sono solo sono triste sono sensibile
sono l’ incompreso
e tu cieca sei, mi parli di te
mi parli dei tuoi problemi
ma intanto io penso a me
penso a me
a quanto sono infelice
più infelice di te
più infelice di te
più infelice di te
più infelice di te

mamma papà scuola e società
mi hanno abituato
a tenere tutto dentro di me
mentre tu vomiti senza problemi
a cosa serve il confronto?
non mi dà conforto
sono solo in un mare di guano
più isolato di voi
più ammalato di voi
più infelice di voi
più incompreso di voi

ma ho una consolazione da non buttare:
la solitudine forma il carattere

Lunedì 3 giugno 2002
Anche se ho chiesto a terzi di aiutarmi a uscire dalla depressione, non mi sono mai illuso di ricevere soluzioni da altri. Cerco solo un minimo raffronto umano.
Una fastidiosa amarezza mi proviene da coloro con cui fino a poco tempo fa ho condiviso passioni, ossessioni, errori e orrori, e che ora si mostrano insensibili, fuggendo dalle proprie responsabilità umane.
Nel frattempo continuo a essere invaso dai nauseanti fantasmi di vecchi conflitti, vecchie amicizie, vecchi amori e soprattutto vecchi dubbi sotterranei che invocano spiegazioni.
E’ muffa della quale non riesco a liberarmi, tutto puzza insostenibilmente di vecchio. Mi sono ricordato di luoghi dove potevo ricevere risposte per placare questa avanzata di vecchiume: li ho ritrovati inariditi, senza volontà di rinascita.
Non crediate che stia subendo passivamente la depressione, sto facendo invece grossi sforzi per cercare vie di liberazione. Ma ovunque io cerchi, trovo sterilità e morte. E ciò peggiora le cose.
E di certo non mi aiuta.

Mercoledì 5 giugno 2002
La depressione mi schiaccia.
Oggi ho letto queste parole di Quasimodo: “Fai uso della fantasia, della speranza e dell’amore per vivere e vincere la vita”.
Fantasia ne ho da vendere, la speranza non mi manca, e in quanto all’amore, l’ho usato tanto da evolverlo in affezione.
Ma non basta per vincere la vita, visto che mi trovo schiacciato da essa. E mi ritornano alla memoria le parole finali di Jules e Jim di Truffaut: “Abbiamo giocato con la sostanza della vita -dice Jules- e abbiamo perso”. Parole scioccanti per un film considerato “un inno alla vita”.
Fare uso di fantasia, speranza e amore permetterà magari di vivere la vita, ma non necessariamente di vincerla.
E io cosa dovrei fare? Uno straniero simpatico mi ha scritto esortandomi ad affrontare la depressione con più coraggio, cioé non aver paura di scavare, soffrire, scendere giù, insomma. E’ chiaro che fa comodo a tutti citare William Blake: “La via dell’eccesso porta al palazzo della saggezza”, ma io non sono né William Blake, né un personaggio di Dostoevskij, né un cattolico votato al martirio. IO scendo all’inferno a modo mio! E soffro a modo mio, non come e quanto piace a voi, che volete sempre che qualcuno si trafigga al vostro posto.
Troppo facile!

Martedì 18 giugno 2002
Sto meglio.
Le persone che amo mi dicono che sono diventato un estraneo. Siete VOI che mi estraniate, ipocriti di ghiaccio!
Ma sto meglio.
E’ giunta l’ora di archiviare il periodo depressivo con il passaggio all’azione.