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Non mi merito questa impasse
senza pathos. Un anno fa ho fondato la Resistenza
Gratuita proprio per avversare un mondo senza
pathos, necrofilo e patinato, dove è eroico
chi pianifica progetti sicuri, chi non rischia,
chi s'intruppa, chi s'infila, chi ha i soldi,
chi da' i soldi, chi fa i soldi. La Resistenza
Gratuita è, era, la resistenza allo stravisto
del nulla. Lo stravisto del nulla è il
bel posticino in cui viviamo. Roma è, era,
il punto di partenza della Resistenza Gratuita,
perché rappresenta lo strapieno e lo strafarcito,
e in mezzo a questa giungla per occhi grassi emerge,
come un'anomalia, il Pantheon. Il Pantheon è
difatti l'unico edificio basato sul vuoto all'interno
della Roma piena. E' il buco del Pantheon il simbolo
della Resistenza Gratuita. La Resistenza Gratuita
ha un unico partigiano: io. Ma oramai bisognerebbe
dire ex partigiano. Perché ho perso. Hanno
vinto i teologi della progressione, hanno vinto
i vili senza pathos, ha vinto lo stravisto del
nulla. Ha vinto la mia unica alleata, che puntualmente
mi ha fregato, poiché faceva parte del
club "Io So Come Va Il Mondo".
Ero un partigiano della Resistenza Gratuita
La resistenza allo stravisto del nulla
Lottavo contro il regime dello stravisto
L'immagine sua religione
I cloni che esigevano l'orgasmo
Lottavo contro chi si riempie gli occhi
Volevo partorire un buco nel posto strafarcito
La sostanza dell'invisibile
Lottavo contro i missionari necrofili patinati
Le loro guerre stravisibili
Non ci fanno vedere niente
Lottavo contro i criminali delle buone intenzioni
Se ne stavano nascosti laidamente al sicuro
Ora mi hanno confinato a casa mia
Circondato dal deserto
Dunque sono esiliato a casa mia. Il deserto che
mi hanno creato attorno sta diventando almeno
un po' mio. Non è poco. E posso lavorare
al mio ultimo progetto. Il progetto della mia
morte. L'unico modo che ho per vivere, visto che
non me lo si consente, è progettare il
mio suicidio. Spiego.
Scriverò una vera e propria sceneggiatura
dei giorni che precedono il mio suicidio; me ne
servirò come struttura, perché,
naturalmente, tale sceneggiatura potrà
essere stravolta liberamente, una volta trasportata
nella vita.
Sarò totalmente libero, finalmente vivrò,
grazie al mio suicidio imminente. Il progetto
comprende quindi la vita prima della morte e la
morte, ma le due cose non sono scindibili. Perché
è solo la scelta di morire che mi permetterà
di vivere. Di divertirmi un sacco. Di progettare
tutto ed essere libero di stravolgere tutto.
E di me rimarrà solo ciò che voglio
io.
Non mi fa più ridere niente
Non mi fa più ridere niente
Ultimamente
l'unica cosa che mi diverte
è la mia morte
Scrivo la sceneggiatura
dei miei movimenti finali
Sarò libero di tradirla
Libero in ogni cosa
Io vivrò liberamente
grazie al suicidio imminente
Il pensiero della mia morte
Il pensiero della mia morte
mi farà finalmente vivere
finalmente divertire
Oltre al tracciato delle libere attività
pre-morte, voglio anche curare e costruire la
documentazione postuma.
Inizio con eliminare tutto ciò che non
voglio rendere noto. Brucio manoscritti di diari
beceri e adolescenziali, ogni più piccolo
frammento contenente imbarazzi e patetismi ingenui.
I topi pornografici e necrofili rimarranno a bocca
asciutta.
E scriverò, ancora in vita, diari immaginari
che offriranno le tracce del mio suicidio. Saranno
travisate, naturalmente.
Perché l'ho deciso io.
Poi, di necessaria importanza è l'eliminazione
di false speranze che ritardano la Mappa Finale
e prolungano la non-vita.
Perché se esprimo desideri deboli di ipotetici
incontri con ipotetiche entità in questa
vita, esprimo anche implicitamente la speranza
di rimanere fintamente vivo ad aspettare. Persisto
perciò ad esistere come un clone coglione.
A forza di ritardare il progetto della morte,
tramite illusorie speranze del tipo "chissà
magari tra un mese o tra un anno le cose cambiano",
non ci si realizzerà mai, e si va a morire
disumanizzati in un ospedale, senza aver mai vissuto.
Per cui gli orgasmi futuri, illusori e falsi,
fomentatori di una vita pietosa e paranoide, vanno
eliminati.
Non so divertire mia figlia, ora ciò non
mi turba più.
Nessuna ulteriore illustrazione.
Io sono Dino Fumaretto, l'unico partigiano della
Resistenza Gratuita.
Ed è troppo.
Figlia censurata.
Non c'è nessuna figlia.
Non c'è nessuno.
Solo la mia Mappa Finale.
Io ho finito.
(luglio 2004)
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